
Il 25 aprile non è solo una data. È una scelta. Quella che fecero migliaia di donne e uomini quando decisero di opporsi alla dittatura fascista, di resistere all’occupazione nazista e di immaginare un’Italia nuova, libera, democratica. Un risveglio collettivo che ha restituito al nostro Paese la dignità e il diritto di essere sé stesso. È grazie a quella scelta che oggi possiamo parlare, dissentire, votare, manifestare. Possiamo studiare in scuole libere, vivere in uno Stato di diritto, costruire il nostro futuro.
Quest’anno, a seguito della morte di Papa Francesco, è stato proclamato il lutto nazionale. Un momento di rispetto e raccoglimento che ha portato alcuni esponenti di governo a invitare alla “sobrietà” anche nelle celebrazioni della Liberazione.
È a partire da qui che ho iniziato a riflettere su un concetto: Festa della Liberazione “sobria”. Espressione che suona strana, quasi paradossale. Ma che racconta bene il rischio di una memoria attenuata, sfumata, educata al punto da diventare invisibile. Il 25 aprile, invece, ha bisogno di presenza. Di parole chiare. Di partecipazione. Perché festeggiare la Liberazione significa, in un certo senso, dichiararsi antifascisti. Non per appartenenza politica, ma per coscienza storica. Perché non c’è Liberazione senza rifiuto del fascismo. E non c’è democrazia senza memoria.
Questa ricorrenza è già, da sempre rispettosa. Ci sono solo persone che si ritrovano per dire: “Noi non dimentichiamo.”
Tutti abbiamo il dovere di custodire questa storia. Non con retorica, ma con consapevolezza. Perché siamo la generazione che eredita questa memoria. E non possiamo permetterci di lasciarla scivolare. Il 25 aprile ci ricorda anche che la libertà non va mai data per scontata. Che il rischio di nuovi conflitti, nuove derive autoritarie, nuove ingiustizie è reale. E che non possiamo restare indifferenti: né davanti alle guerre che, né alle violazioni dei diritti umani nel mondo.
Oggi celebriamo con fermezza e con solennità. Perché la pace, la democrazia e la libertà si difendono ogni giorno con la memoria, con le scelte, con la partecipazione.
