Pace, una piccola parola difficile da definire

La pace è uno degli obiettivi che accomuna le persone di ogni parte del mondo sin dai tempi più antichi, ma, volgendo lo sguardo al mondo, ci si chiede se sia realmente possibile un giorno raggiungere una convivenza pacifica tra i popoli. Il termine deriva dal latino pax pacis ed è il contrapposto di bellum (guerra).

La pace è considerata dal filosofo Immanuel Kant come la massima aspirazione alla quale la specie umana deve tendere, una sorta di ideale regolativo della vita morale, come ben espresso nell’opera “La pace perpetua”. Egli prospetta una condizione perpetua di convivenza pacifica tra gli stati e attraverso il suo saggio si propone di analizzare i presupposti in grado di garantire la realizzazione di tale condizione. Per Kant la possibilità di affermazione della pace perpetua dipende solo dalla limitazione dei poteri statali e dalla creazione di una collettività interstatale democratica ed egualitaria.

Un altro filosofo Voltaire, si è impegnato al fine di evitare il più possibile le guerre, disprezzando il militarismo, sostenendo il pacifismo e il cosmopolitismo. Rivolgendo lo sguardo al passato, è possibile rendersi conto dei progressi compiuti dall’umanità in diversi ambiti: scienza, tecnologia, arte, letteratura, filosofia, finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo: oggi, però, è necessario lavorare globalmente per la promozione e la realizzazione della pace, un obiettivo difficile da raggiungere senza compromessi, accordi e rinunce.

Nella scena finale del film “Marconi – l’uomo che ha connesso il mondo”, nel discorso conclusivo, il senatore Guglielmo Marconi, distintosi per le sue invenzioni geniali (telegrafo, onde radio) e per la sua passione per la ricerca, sottolinea l’importanza delle conquiste dell’uomo in ogni campo (scientifico, tecnologico, ecc…) che devono agire non come forza distruttrice (il perfezionamento e l’ideazione di armi potenti ed efficienti) ma come strumento promotore di solidarietà tra i popoli e tra le persone per raggiungere la pace, l’obiettivo più alto, un’impresa ardua, ma non impossibile.

La Pace nel mondo di oggi

La Pace è sempre stata una condizione fragile ed effimera nella Storia dell’umanità, e lo è ancora. Viviamo in un mondo minacciato dalla guerra e dalla violenza, in cui gli antagonismi mettono in discussione la vera idea dell’identità umana, caratterizzata dalla capacità di scambio civile e pacifico, di discernimento, di ragionamento e di negoziazione.

La guerra tra Russia e Ucraina e il conflitto tra lo Stato di Israele e Hamas stanno sconvolgendo l’equilibrio di tantissime comunità causando la morte di migliaia di persone. La guerra in Ucraina dura ormai da più di un anno, tante battaglie sono state combattute e raccontate grazie a una massiccia presenza di giornalisti internazionali sul terreno e a un utilizzo costante dei social anche da parte dei combattenti in prima linea. Putin minaccia l’utilizzo di armi nucleari con frequenti esercitazioni militari: coloro che esercitano il potere in maniera violenta ed autoritaria cercano di distruggere, di prevaricare l’altro, per rendere potenti ed invincibili i propri Stati. L’obiettivo deve essere “raggiungere la pace”, non possiamo e non dobbiamo aspettarci la sconfitta sul campo di una delle due parti coinvolte, bisogna negoziare (con l’aiuto dei grandi del mondo) e arrivare alla pace.

Nella guerra di Gaza, invece è la religione che agisce come forza separatrice, perché le ideologie religiose e i fattori geopolitici hanno determinato le tensioni tra lo Stato di Israele e Hamas, un’organizzazione politica palestinese islamista, sunnita e fondamentalista, e non è dunque corretto radere al suolo Gaza , solo per colpire il gruppo palestinese. È necessario fermare le atrocità a Gaza e raggiungere anche in questo caso la pace, che deve vincere su tutto.

Papa Francesco rivolge all’umanità intera continui appelli per la pace affermando che “Il nostro destino non è la morte ma la vita, non è l’odio ma la fraternità, non è il conflitto ma l’armonia, non è la guerra ma la pace”. Nelle relazioni interpersonali, nella vita quotidiana, occorre impegnarsi a costruire rapporti solidi, pacifici, solidali, duraturi, ricordare il nostro passato per essere in grado di indignarsi davanti alle guerre, alle torture disumane, alle ingiustizie ed alle lesioni della dignità umana. Costruire la pace, promuovere la libertà di ogni individuo e la giustizia sono prerogative di tutta l’umanità, obiettivi da raggiungere con la collaborazione delle istituzioni come indicato nel goal 16 dell’Agenda 2030.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *