Tritolo mafioso

Il 19 luglio 1992, cinquantasette giorni dopo l’uccisione del giudice Falcone, a perdere la vita a causa di un attentato mafioso in Via D’Amelio è il giudice Paolo Borsellino.

Borsellino, grazie alla sua lotta alla mafia, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del nostro Paese, dedicando la sua vita alla giustizia, combattendo la criminalità organizzata.

Dopo 32 anni dal tragico attentato, la memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della scorta, uomini che hanno cercato di essere veri agenti di cambiamento per la nostra società combattendo la mafia, continua a suscitare profonda commozione. La narrazione del loro impegno quotidiano per la giustizia è fondamentale per onorarne il sacrificio.

L’eredità culturale del giudice Borsellino rappresenta un importante lascito morale che vede nell’impegno civile lo strumento per costruire un mondo migliore in cui valori quali legalità e onestà animano le azioni delle persone: la lotta alla mafia, che non è solo prerogativa delle istituzioni ma di ogni individuo. Infatti, di fronte a fenomenologie socio – criminali come le mafie non si può pensare di reagire solo reprimendo le condotte in sede penale: l’integrità e la trasparenza non si impongono soltanto dall’alto.

Essere promotori di legalità

È essenziale una svolta culturale, la disseminazione valoriale di cui una società come quella contemporanea ha assoluto bisogno: la promozione di principi quali legalità e giustizia e un’educazione alla cultura del contrasto alla criminalità organizzata sono interventi necessari per una rinnovazione sociale e morale del mondo in cui viviamo e di cui facciamo parte attiva (come sancito dalla nostra Costituzione).

Partecipare attivamente alla vita politica e sociale della nostra comunità, ricordando l’impegno profuso dai tanti magistrati uccisi dalla mafia finalizzato al miglioramento della società, è l’obiettivo principale di quel processo pedagogico di educazione alla legalità, inserito anche nell’ambito delle attività di Educazione Civica presso diverse scuole d’Italia.

Tutti noi dobbiamo credere in un futuro migliore e privo di mafie e abbiamo dunque tutti il dovere di fare di più, istituzioni e cittadini, portando avanti la lotta alla criminalità organizzata, soprattutto noi giovani, proprio come affermava il magistrato Paolo Borsellino “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo.”

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