Climate F(r)iction: a Taranto il cinema diventa strumento di attivismo climatico


Premiati i vincitori dell’open call promossa da Cinegiovani APS nell’ambito del progetto europeo KA2 – Erasmus+
Come possono i giovani raccontare il cambiamento climatico? E quale ruolo possono avere il cinema, la creatività e l’immaginazione nella costruzione di un futuro più sostenibile?

Da queste domande nasce Climate F(r)iction – A Creative Path for Young Activists, progetto europeo coordinato dall’organizzazione croata Thirdspace e sviluppato insieme ai partner Cinegiovani APS (Italia) e Cais 1515 (Portogallo), finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus+ (codice progetto 2024-3-HR01-KA210-YOU-000295206).

L’iniziativa ha coinvolto giovani provenienti da contesti urbani e rurali dei tre Paesi partner, creando occasioni di confronto, formazione e produzione artistica attorno alle grandi e piccole sfide ambientali/sociali del nostro tempo. L’obiettivo è offrire alle nuove generazioni una prospettiva diversa sul proprio ruolo di fronte alla crisi climatica, trasformandole in protagonisti attivi del cambiamento e agenti di cambiamento per un futuro più verde.

Al centro del progetto vi è una metodologia educativa innovativa sviluppata congiuntamente dalle tre organizzazioni partner, articolata in tre moduli principali: Community Memory, dedicato alla raccolta delle memorie collettive e delle storie delle comunità; Climate Fiction, coordinato da Cinegiovani APS e focalizzato sulla creazione di racconti, sceneggiature e opere audiovisive capaci di immaginare, con storie fiction, futuri segnati dai cambiamenti ambientali; e Boiler House, un metodo creativo basato sulle arti performative e sulla partecipazione collettiva.

Nell’ambito del modulo Climate Fiction, Cinegiovani APS ha promosso una open call rivolta a studenti e giovani creativi, mettendo in palio un premio/borsa di studio di 500 euro per il miglior progetto capace di interpretare il rapporto tra Comunità locale, ambiente, società e futuro attraverso il linguaggio audiovisivo.

Ad aggiudicarsi il primo premio è stata Noemi Libardi con “Doppio Respiro”, un soggetto cinematografico ambientato nel contesto dell’ILVA di Taranto che affronta una delle questioni più complesse e significative per il territorio: il difficile equilibrio tra diritto al lavoro, tutela della salute e sostenibilità ambientale: un’opera che guarda al futuro partendo da una realtà che continua a interrogare profondamente la comunità tarantina.

Il secondo premio è stato assegnato a Erisa Qerime Doci per il video “The Cold Sin”, una riflessione visionaria sugli effetti del cambiamento climatico che immagina un futuro in cui un semplice cubetto di ghiaccio diventa una risorsa rara e preziosa per la sopravvivenza umana.

«Attraverso Climate F(r)iction abbiamo sperimentato nuovi strumenti educativi che uniscono cinema, partecipazione e attivismo ambientale», spiega Simone Borsci, Presidente di Cinegiovani APS . «Le opere selezionate dimostrano come i giovani siano perfettamente in grado di affrontare temi complessi e globali, collegandoli alle realtà che vivono ogni giorno e proponendo visioni originali sul futuro. Grazie all’Europa per averci dato la possibilità di sviluppare questo progetto»

Particolarmente significativo il riconoscimento assegnato a “Doppio Respiro”, che riporta al centro del dibattito una delle questioni più emblematiche di Taranto. Il progetto e tutte le iniziative collegate confermano l’importanza di creare spazi in cui i giovani possano elaborare e raccontare, attraverso il linguaggio cinematografico, le trasformazioni ambientali, economiche e sociali che attraversano il territorio.

Con Climate F(r)iction, Cinegiovani APS rafforza il proprio impegno territoriale nella promozione del cinema come strumento di educazione, cittadinanza attiva e partecipazione culturale, contribuendo alla costruzione di una nuova generazione di giovani consapevoli e impegnati sulle sfide ambientali del presente e del futuro.

Per maggiori informazioni sul progetto Climate F(r)iction visita la piattafoma dedicata:
www.climate-friction.org

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